Il bollino Biosafe garantisce la salubrità dell’aria indoor

La prima certificazione che si occupa, come focus specifico, del monitoraggio della salubrità ambientale degli edifici. Residenze, ma anche di scuole, uffici e strutture ricettive. Biosafe nasce dall’idea di Leopoldo Busa, architetto e progettista veneto: un curriculum da libero professionista, con formazione agganciata all’esperienza di CasaClima e dell’Università di Bolzano. Più in generale, una competenza nel campo della progettazione efficiente e sostenibile. Proprio dallo studio attento delle costruzioni “iperisolate”, è emerso un problema: l’inquinamento dell’aria indoor.

Biosafe è complementare a tutte le certificazioni di sostenibilità presenti sul mercato. Rappresenta di certo una nicchia rispetto alle offerte dei grandi player ma oggi conta già una cinquantina di professionisti attivi nella rete dei certificatori. Il punto di partenza è innovativo, così come il punto focale su cui viene posto l’accento. Perché per la prima volta si parla di certificare “ciò che respiriamo”. «Spesso non siamo in grado di associare ai nostri quotidiani malesseri il sospetto che possano derivare da cause ambientali interne agli edifici – spiega Busa –. Eppure capita che nevralgie, sonnolenze, irritabilità, insonnie, allergie o riniti derivino da una cattiva qualità dell’aria che respiriamo, in quello che dovrebbe essere per noi il luogo più sicuro, come la casa o l’ufficio. Sono problematiche riconosciute anche dal ministero della Salute».

Biosafe è in sostanza un sistema di misurazione, declinato a seconda delle caratteristiche dell’edificio da esaminare e che interviene dall’avvio del progetto. Le fasi sono 4: si parte dal test dei materiali e dalla verifica delle relative emissioni; viene verificata sul campo la gestione del cantiere e la sua pulizia; poi si esegue un’analisi della qualità dell’aria nel manufatto terminato, secondo la Uni-En 14412, per verificare l’assenza di inquinanti (come formaldeide, acetaldeide, acroleina, propanale, tricloroetilene); infine c’è un monitoraggio in fase post lavori, quando l’edificio inizia a essere abitato. Costruire seguendo i canoni Biosafe comporta in media un aumento dei costi del 10%. Tra i primi casi il complesso residenziale i Dolci Colli di Peschiera del Garda. Altri attestati sono stati rilasciati a Mantova e a due scuole, in provincia di Salerno e di Brescia. In corso di certificazione anche una villa sul mare di Ventimiglia.

È stato lanciato anche un secondo “prodotto”, che è un sigillo di qualità rilasciato direttamente alle aziende per prodotti non inquinanti: fra gli altri i pavimenti Fiemme 3000, la santificazione aria di Jonix, la VMC puntuale di Thesan, la ventilazione meccanica Nilan di Exerg e le finestre per tetto di Roto, le pareti in legno massiccio senza colle di Biohabitat, le soluzioni costruttive e di rivestimento di Naturaliabau, i pannelli in sughero di Tecnosugheri, la membrana ceramica Thermovital di Tecnova Group, il calcestruzzo cellulare autoclavato MattONE di Airconcrete, i sistemi per la pulizia e l’igienizzazione degli ambienti di Gioel. Il prossimo passo? «Respirare in casa come in un bosco anche in piena città», conclude Busa.

da “Il Sole 24 Ore”